Salta al contenuto
← Home

Aprire una startup innovativa in Italia

Tutto quello che devi sapere per iniziare.

Le startup innovative rappresentano una forma societaria di grande interesse per chi vuole intraprendere un'attività imprenditoriale, grazie alle numerose agevolazioni fiscali, alle semplificazioni burocratiche e alle opportunità di finanziamento dedicate.

Cosa sono le startup innovative

Le startup innovative sono imprese caratterizzate da un forte contenuto tecnologico e da un alto potenziale di crescita. La normativa italiana le riconosce come strumento strategico per favorire lo sviluppo economico del Paese, offrendo loro incentivi fiscali, semplificazioni burocratiche e accesso a finanziamenti dedicati.

Operano in settori come intelligenza artificiale, biotecnologia, sostenibilità ambientale, fintech, software, manifatturiero avanzato — ma la lista è molto più ampia.

I requisiti per essere riconosciuti come startup innovativa

Per essere iscritta alla sezione speciale del Registro delle Imprese, una società deve soddisfare tutti i seguenti requisiti:

Requisiti formali

  • Età aziendale: costituita da non più di 60 mesi, cioè cinque anni
  • Dimensione: la società deve qualificarsi come PMI secondo la definizione europea. Contano anche le imprese controllate, collegate e associate: una start-up partecipata da una grande impresa non è ammissibile
  • Sede: residenza fiscale in Italia, oppure in uno Stato dell’Unione europea o aderente allo Spazio economico europeo, purché con una sede produttiva o una filiale in Italia
  • Quotazione: azioni o quote non quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione
  • Valore della produzione: non superiore a 5 milioni di euro, a partire dal secondo anno di attività. È il totale della voce A del conto economico, non il solo fatturato
  • Utili: non distribuiti per tutta la durata della qualifica
  • Forma giuridica: S.r.l., S.p.A., società cooperativa
  • Origine: non costituita per fusione, scissione o cessione d’azienda

Quanto dura la qualifica. L’iscrizione nella sezione speciale vale tre anni. Si estende fino a cinque dimostrando almeno una delle condizioni introdotte dalla L. 193/2024 — fra cui portare la spesa in ricerca e sviluppo al 25%, un contratto di sperimentazione con una pubblica amministrazione, una crescita di ricavi o di occupazione superiore al 50%, l’ottenimento di un brevetto. Può arrivare fino a nove anni complessivi, con proroghe biennali riservate a chi cresce sul serio: aumenti di capitale sottoscritti da un fondo per oltre un milione di euro, oppure ricavi più che raddoppiati ogni anno.

La qualifica non è una forma giuridica a sé: si innesta su una società ordinaria. Costi di costituzione, fiscalità IRES e IRAP, adempimenti annuali e regole per estrarre denaro restano quelli descritti in Costituire una SRL.

Requisito di innovazione

La società deve avere come oggetto sociale esclusivo o prevalente lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.

Dal 2024 la norma aggiunge un limite esplicito: la società non deve svolgere attività prevalente di agenzia o di consulenza. Il MIMIT esclude in particolare chi ha come codice prevalente la consulenza imprenditoriale e gestionale (70.2) o le altre attività professionali n.c.a. (74.99).

Inoltre l’impresa deve soddisfare almeno uno di questi tre criteri:

  1. Spese in ricerca e sviluppo pari almeno al 15% del maggiore tra costo e valore della produzione
  2. Personale altamente qualificato: almeno 1/3 di dottorandi/dottori di ricerca o almeno 2/3 di laureati magistrali
  3. Titolarità, deposito o licenza di un brevetto direttamente afferente all’oggetto sociale, oppure titolarità dei diritti su un software registrato nel Registro pubblico speciale. Sul software la differenza conta: la licenza non basta, bisogna esserne titolari

Le agevolazioni, per quello che valgono davvero

L’elenco delle agevolazioni è lungo, ma non pesano tutte allo stesso modo. Vale la pena distinguere.

Quelle che contano se raccogli capitale

Detrazione o deduzione per chi investe. È l’agevolazione più efficace, perché non premia te: premia chi mette i soldi, e quindi rende l’investimento più facile da chiudere. Le misure sono due, alternative fra loro.

Regime ordinario (art. 29 D.L. 179/2012): detrazione IRPEF del 30% per le persone fisiche, su un investimento massimo di 1.000.000 € per periodo d’imposta; deduzione dal reddito imponibile del 30% per le società, fino a 1.800.000 €. La sua efficacia dipende però dall’autorizzazione della Commissione europea, che copriva le domande presentate fino al 31 dicembre 2025: per gli investimenti dal 2026 la misura è in corso di rinotifica e va verificata prima di impostare l’operazione.

Regime de minimis (art. 29-bis): detrazione IRPEF del 65% — era il 50% fino al 2024 — su un massimo di 100.000 € per ciascun periodo d’imposta. È riservato alle persone fisiche e alle start-up entro il terzo anno di iscrizione nella sezione speciale, e richiede che sia la società a presentare istanza preventiva sulla piattaforma del MIMIT, prima che l’investimento venga effettuato: farlo dopo significa perdere il beneficio. Se la detrazione supera l’imposta dovuta, l’eccedenza diventa un credito d’imposta utilizzabile in compensazione.

Dal 2025 valgono inoltre tre condizioni nuove, che restringono parecchio la platea: l’agevolazione spetta per un massimo di cinque anni dall’iscrizione della start-up, non spetta se l’investimento porta a una partecipazione superiore al 25%, e non spetta se l’investitore è anche fornitore di servizi alla società per più del 25% dell’investimento agevolabile.

Il vincolo che quasi nessuno spiega all’investitore: la partecipazione va mantenuta per tre anni, pena la decadenza dell’agevolazione con obbligo di restituzione e interessi. Va detto prima di far firmare, non dopo.

Deroghe al diritto societario. Una S.r.l. innovativa può creare categorie di quote con diritti diversi, quote senza diritto di voto o a voto non proporzionale, operare sulle proprie quote per piani di incentivazione, offrire quote al pubblico su portali di equity crowdfunding. Sono strumenti che contano quando si struttura un round con investitori.

Work for equity e stock option. Puoi remunerare collaboratori, consulenti e fornitori con quote o strumenti finanziari, con un trattamento fiscale di favore rispetto alla remunerazione ordinaria. Per chi parte senza cassa è spesso l’unico modo di portare a bordo competenze che non potrebbe permettersi.

Quelle che contano se stai in piedi a fatica

Rinvio della ricapitalizzazione per perdite. Le regole ordinarie impongono di ridurre o ricostituire il capitale entro tempi stretti quando le perdite superano un terzo. Per la startup innovativa quei termini sono posticipati, il che dà un anno in più per far girare il modello prima di dover mettere mano al portafoglio.

Niente disciplina delle società di comodo. Una società che per tre anni investe e non fattura, in regime ordinario rischia di essere trattata come non operativa, con reddito minimo presunto. Qui no.

Composizione della crisi. In caso di insolvenza la startup innovativa accede a procedure diverse da quelle fallimentari ordinarie.

Quelle marginali

Esenzione da imposta di bollo, diritti di segreteria e diritto annuale camerale: un risparmio che vale però al massimo per i primi cinque anni di iscrizione, quindi non copre le eventuali proroghe. Accesso semplificato e gratuito al Fondo di Garanzia PMI, che nel 2026 copre l’80% del finanziamento fino a 5 milioni di euro per impresa e senza valutazione dei dati di bilancio. Possibilità di partecipare a bandi dedicati come Smart&Start Italia. Utili, ma da sole non giustificano il percorso.

Cosa perdi

Non puoi distribuire utili per tutta la durata della qualifica. È un vincolo pesante e va compreso: se il tuo piano è arrivare presto a un utile da portare a casa, la qualifica lavora contro di te. Ha senso quando l’obiettivo è reinvestire e crescere, non quando è remunerare i soci.

Gli obblighi di mantenimento

La qualifica non è un timbro che si prende e si dimentica. Ogni anno vanno confermati i requisiti al Registro Imprese, con una dichiarazione del legale rappresentante nei termini collegati all’approvazione del bilancio, e vanno aggiornate periodicamente le informazioni nella vetrina pubblica della sezione speciale.

A questi si aggiunge un appuntamento che pesa più degli altri: al termine del terzo anno va presentata la dichiarazione che conferma il possesso di almeno una delle condizioni di permanenza, entro termini perentori. Non è un adempimento formale come gli altri — è quello che decide se la qualifica prosegue verso il quinto anno o si chiude lì.

La conseguenza del ritardo non è una sanzione: è la cancellazione d’ufficio dalla sezione speciale, con perdita immediata di tutte le agevolazioni. Ed è un evento che si comunica da solo agli investitori, perché la sezione speciale è pubblica.

Quando NON conviene qualificarsi

Lo diciamo prima di iniziare, perché è la domanda che conta:

  • Se non prevedi di raccogliere capitale di rischio. Il grosso del valore sta nelle deroghe societarie e nell’incentivo agli investitori. Senza round, restano oneri di mantenimento a fronte di benefici modesti.
  • Se il tuo modello arriva presto all’utile e vuoi distribuirlo. Il divieto di distribuzione lo impedisce.
  • Se il requisito di innovazione è forzato. Costruire artificiosamente il 15% di spese in ricerca e sviluppo, o registrare un software per avere la casella spuntata, espone a una verifica che si perde. La riconducibilità va dimostrata sui fatti.

Come Quadra ti accompagna

In Quadra Studio seguiamo la costituzione di startup innovative dalla A alla Z, coordinando anche il passaggio notarile, oppure qualifichiamo come innovative società già esistenti. Ti seguiamo nella:

  • Verifica preliminare dei requisiti e della strategia di qualifica
  • Redazione dello statuto sociale ottimizzato per i meccanismi di investimento
  • Costituzione e iscrizione al Registro Imprese
  • Predisposizione del business plan e dei materiali per investitori
  • Adempimenti annuali per il mantenimento della qualifica

Vuoi aprire una startup innovativa?

Una prima call gratuita ci basta per capire se la tua idea ha i requisiti e quale percorso conviene impostare. Scrivici qui sotto.

Verifichiamo insieme i requisiti

Raccontaci il progetto, il team e se prevedi di raccogliere capitale: ti diciamo se la qualifica di startup innovativa ha senso e quale percorso conviene impostare. Prima call gratuita, in studio o in video.

Nessuno spam — la tua mail resta solo da noi. Ricevi una copia della richiesta al tuo indirizzo: se non arriva, qualcosa è andato storto.

Domande frequenti

Quali sono i requisiti per essere riconosciuti startup innovativa? +

Età aziendale inferiore a 5 anni, sede in Italia (o UE con sede operativa in Italia), fatturato annuo non oltre 5 milioni di euro, divieto di distribuzione utili, oggetto sociale legato a prodotti/servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico. Inoltre va soddisfatto almeno uno tra: spese R&S ≥ 15%, personale altamente qualificato (1/3 dottorati o 2/3 laureati magistrali), titolarità di brevetti o software registrato.

Quanto costa costituire una startup innovativa? +

Serve l'atto notarile, come per ogni S.r.l., più diritti e bolli di iscrizione. Le startup innovative sono però esenti dall'imposta di bollo e dai diritti di segreteria al Registro Imprese, sia in costituzione sia per gli adempimenti successivi. Il conto preciso dipende dal capitale sociale e dal notaio scelto: te lo mettiamo per iscritto prima di partire.

Quali sono i vantaggi fiscali per chi investe in startup innovative? +

Detrazione IRPEF del 30% (50% in regime de minimis) per gli investitori privati, deduzione IRES del 30% per gli investitori istituzionali. Per la startup: esenzione da imposte di bollo, possibilità di usare contratti di lavoro flessibili e accesso facilitato al Fondo di Garanzia.

Si può costituire una startup innovativa senza notaio? +

Oggi no. La possibilità di costituirla online con un modello standard, senza l'intervento del notaio, era stata introdotta nel 2016-2017 ma è stata annullata dal Consiglio di Stato e la disciplina è poi venuta meno: serve l'atto pubblico, come per ogni S.r.l. La buona notizia è che si può stipulare interamente da remoto, in videoconferenza con il notaio, senza doversi spostare.

★ 4.9 · 50+ recensioni Google

Vuoi parlarne con noi?

Una conversazione iniziale gratuita di 30 minuti chiarisce molte cose.

Richiedi un appuntamento →

30 min · gratuito · risposta a stretto giro