Una premessa onesta
Ci sono due modi di parlare di società benefit. Il primo è quello dei convegni patinati, pieni di parole come “purpose”, “stakeholder capitalism”, “shared value”. Suona bene ma non si capisce bene cosa significhi nella pratica.
Il secondo è quello degli imprenditori che l’hanno fatta davvero: lo statuto modificato, la relazione di impatto da scrivere ogni anno, i clienti corporate che dopo la qualifica cominciano a chiamare, i dipendenti più giovani che ti scelgono perché “fai sul serio”.
Noi parliamo nel secondo modo. Quadra è società benefit dal 2017. Il percorso l’abbiamo fatto noi, prima di accompagnarci altri. Sappiamo cosa funziona, cosa è solo retorica, e cosa va veramente preparato per non avere sorprese.
Cos’è davvero una società benefit
Tecnicamente: una società benefit è una società di capitali (SRL, SPA, cooperativa) che, oltre allo scopo di lucro tradizionale, integra nel proprio statuto la finalità di avere un impatto positivo su persone, comunità e ambiente. Lo dice la Legge 208/2015, articolo 1, commi 376-384.
In pratica: è una società normale che, però, deve obbligatoriamente perseguire anche obiettivi di beneficio comune misurabili. E deve rendicontarli pubblicamente ogni anno, in una relazione di impatto allegata al bilancio.
Non è un’organizzazione no-profit. Continui a fare profitti, distribuire utili, crescere. Ma lo fai dentro una cornice in cui hai vincolato te stesso a perseguire anche obiettivi più ampi.
Mentre le tradizionali società commerciali hanno nel profitto l’unico scopo sociale, le società benefit sono l’espressione di un paradigma più evoluto: integrano nell’oggetto sociale, oltre agli obiettivi di profitto, anche lo scopo di avere un impatto positivo sulla società e sull’ambiente.
Le tre confusioni più comuni
Confusione 1: “È un certificato come la B Corp”
No, non è la stessa cosa. Le B Corp sono aziende certificate da B Lab, un ente privato statunitense. La certificazione richiede un’analisi approfondita su 5 aree (governance, lavoratori, comunità, ambiente, clienti) e un punteggio minimo. È un riconoscimento volontario di terzo soggetto.
Le società benefit sono invece una forma giuridica italiana definita dalla legge. Per esserlo basta modificare lo statuto. È più facile diventare benefit che B Corp, ma anche meno “dimostrato” sul piano dell’impatto.
Le due cose possono coesistere: un’azienda può essere sia società benefit (forma giuridica) sia B Corp (certificazione di impatto). Spesso le aziende cominciano da società benefit e poi puntano alla certificazione B Corp come passo successivo.
Confusione 2: “È un’evoluzione del no-profit”
No. Le società benefit sono for-profit a tutti gli effetti: distribuiscono utili, hanno soci capitalisti, possono essere scalate, vendute, quotate. La differenza col no-profit è radicale.
La differenza col for-profit tradizionale è invece una finalità statutaria aggiuntiva: oltre al profitto, ci sono obiettivi di beneficio comune che gli amministratori sono obbligati per legge a perseguire e rendicontare.
Confusione 3: “Costa molto e si guadagna poco”
Non è vero. La modifica statutaria costa qualche centinaia di euro (atto notarile + diritti). La relazione annuale di impatto costa il tempo di scriverla bene (3-5 giorni di lavoro per un’azienda strutturata).
I benefici, se l’azienda li sa cogliere, sono concreti e misurabili.
I benefici concreti (con i numeri)
1. Vantaggio nei bandi pubblici e nelle gare corporate
Sempre più amministrazioni pubbliche e aziende corporate inseriscono nei bandi criteri premiali per le società benefit. Tipicamente parliamo di +5 o +10 punti su 100. In gare molto competitive, è una differenza decisiva.
I clienti corporate sempre di più richiedono ai loro fornitori di documentare politiche ESG (environmental, social, governance). La qualifica benefit è uno dei modi più efficaci per soddisfare questa richiesta senza dover certificare ogni singola azione.
2. Attrazione di talenti
Il dato è solido: le persone qualificate sotto i 40 anni scelgono dove lavorare anche in base ai valori dell’azienda. Le società benefit attraggono naturalmente questo tipo di profilo, e lo trattengono più a lungo.
Per uno studio commercialista come noi, la differenza si vede. Quando pubblichiamo un’offerta di lavoro per “commercialista junior in società benefit”, riceviamo CV diversi rispetto a quando l’azienda era un normale studio. Più qualificati, più motivati, più stabili.
3. Comunicazione e marketing
Avere uno statuto che ti vincola formalmente a perseguire un beneficio comune ti dà una storia da raccontare che è verificabile (la relazione di impatto è pubblica). Non è greenwashing: è dare struttura giuridica a un impegno reale.
Tradotto in marketing: un argomento di vendita in più, un punto di differenziazione rispetto ai concorrenti tradizionali, una narrativa coerente che semplifica la comunicazione su tutti i canali.
4. Accesso a strumenti finanziari dedicati
Diversi fondi di investimento ESG, banche etiche e operatori di finanza sostenibile sono mandati a finanziare prevalentemente o esclusivamente società con caratteristiche di sostenibilità. La qualifica benefit è un criterio che rientra in questi mandati.
Come funziona la trasformazione
Step 1 — Workshop introduttivo (gratuito)
Spesso facciamo workshop di gruppo gratuiti per imprenditori che stanno valutando la trasformazione. In 2 ore raccontiamo cos’è davvero, mostriamo casi concreti, rispondiamo alle domande. Ci permette di capire se è il momento giusto per voi senza far perdere tempo a nessuno.
Step 2 — Definizione delle finalità di beneficio comune
Questa è la parte importante. Ogni società benefit deve dichiarare nello statuto finalità specifiche di beneficio comune. Non vaghe (“attenzione all’ambiente”) ma specifiche e misurabili (“ridurre del 30% le emissioni CO2 della catena del valore entro 5 anni”; “destinare il 5% dell’utile a progetti formativi nelle scuole locali”; “garantire pari opportunità di crescita a uomini e donne in azienda”).
Lavoriamo con voi per identificare 2-3 finalità che siano:
- Coerenti col vostro business reale (non aggiunte come decorazione)
- Misurabili in modo chiaro
- Ambiziose ma realistiche
- Difendibili in caso di domande da terzi
Step 3 — Modifica dello statuto
Si fa con atto notarile (circa 1.500-2.000 € per una SRL standard, da concordare col notaio). Modificando lo statuto, le finalità di beneficio comune diventano legalmente vincolanti: gli amministratori hanno il dovere di perseguirle, e i soci possono contestarli se non lo fanno.
Bisogna anche prevedere una figura responsabile del beneficio comune dentro l’organizzazione (può essere un amministratore o un manager dedicato). Si chiama “Responsabile dell’impatto”.
Step 4 — Relazione annuale di impatto
Dal primo anno in cui sei benefit, devi pubblicare una relazione annuale di impatto allegata al bilancio. La relazione descrive:
- Le finalità di beneficio comune perseguite
- Le azioni concrete intraprese
- I risultati ottenuti, misurati con uno standard di valutazione esterno (i più usati sono GRI, B Impact Assessment, ISO 26000)
- Gli obiettivi per l’anno successivo
Lavoriamo con voi alla stesura. La prima volta serve più tempo (3-5 giorni-uomo); negli anni successivi diventa più routinaria.
Una storia, per concludere
Sara guida un’azienda manifatturiera vicentina, 35 dipendenti, settore arredamento. Da sempre attenta all’ambiente: usa solo legno certificato FSC, ha installato pannelli fotovoltaici sul tetto, fa formazione interna sulle energie rinnovabili.
Quando è venuta da noi diceva: “Faccio già tutto quello che fanno le società benefit. Perché dovrei diventarlo formalmente?”
Tre motivi le abbiamo spiegato:
- Differenziazione: i concorrenti diretti non sono benefit. La qualifica le dà un argomento commerciale chiaro nei capitolati.
- Protezione futura: oggi è lei l’amministratrice. Domani potrebbe non esserlo. Lo statuto benefit blinda l’impegno anche se cambia il management.
- Attrazione talenti: stava perdendo candidati di fascia alta a competitor più visibili sul fronte ESG.
L’abbiamo trasformata. Costo totale: circa 2.800 € fra atto notarile e nostra consulenza. Tempo: 6 settimane.
Risultati a 18 mesi:
- Vinta una gara comunale grazie ai 7 punti premiali per società benefit (avrebbero perso senza)
- Riduzione del turnover dei dipendenti junior dal 22% al 11%
- Tre nuovi clienti corporate che hanno scelto Sara come fornitore di riferimento “perché ESG-aligned”
- Bilancio di impatto utilizzato come strumento di marketing e PR locale
Il “perché” è evidente.
Una caratteristica che ci distingue
Quadra è società benefit dal 2017. Quando vi accompagniamo, non lo facciamo dall’esterno: vi accompagniamo nella stessa strada che abbiamo già percorso. Sappiamo cosa va preparato, cosa va evitato, cosa funziona davvero.
Per noi la qualifica benefit è la forma pratica di una convinzione: che un’impresa solida sia la prima entità capace di distribuire benessere reale alle persone che ci lavorano. Non un’etichetta da mettere in firma.
E la trasformazione la seguiamo con tutte le competenze insieme: chi modifica lo statuto parla con chi cura il fiscale e con chi segue la strategia. Mai “il legale modifica lo statuto, il fiscalista scopre dopo che ha implicazioni che non aveva visto”.
Vuoi parlarne?
Mezz’ora gratuita, in studio o in videocall. Vi spieghiamo concretamente cosa significa diventare benefit per la vostra realtà specifica. Anche se al termine deciderete che non è il momento, vi avrà chiarito molto le idee.